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Duplicati Patente di guida e Carta di circolazione
31 Dic 2018

Duplicati Patente di guida e Carta di circolazione

Post by Modestini Matteo

25/07/2007 a cura di Maria Grazia Coggiola

La località himalayana famosa per il tè è una delle destinazioni preferite

Gli inglesi lo avevavo capito fin dalla metà dell´Ottocento che Darjeeling era il posto ideale dove fuggire la calura e l´afa monsonica della piana gangetica. Adesso però questa località a oltre 2000 metri all´estremità nord del Bengala occidentale è diventata una sorta di “Cortina d´Ampezzo” himalayana per la nuova classe medio-alta. Anche se l´aspetto è ancora quello terzomondista, con tetti di lamiera ondulata, groviglio di fili elettrici, frequenti interruzioni di corrente e mucchi di spazzatura, Darjeeling è forse il posto più “British” dell´India post coloniale. Sarà per la torre municipale che scandisce le ore come il Big Ben di Londra o per via della gente che passeggia con l´ombrello in mano, ma questo piccolo centro circondato da piantagioni di tè sembra appartenere ad un piccolo mondo antico. Il famoso “toy train”, il trenino a vapore che porta a spasso i turisti lungo i tornanti della vallata, pare uscito dalle illustrazioni di una favola di Dickens.

Darjeeling ha tutte le carte in regola per essere la classica villeggiatura del “dolce far niente”: aree pedonali per le “vasche” serali che convergono nella piazza di Chowrasta, un´infinità di bar dove prendere il tè con pasticcini, ristoranti per tutti i palati, percorsi non impegnativi nei boschi circostanti e, per la gioia delle famiglie, anche uno zoo popolato da tigri siberiane, leopardi della neve e orsi himalayani che i bambini chiamano “Baloo”.

In questa stagione, quando l´intera montagna è avvolta da una nuvola di vapore acqueo, l´atmosfera è ancora più speciale. L´orizzonte, dove dovrebbe spiccare il maestoso Khangchendzonga, la terza vetta più alta del mondo, è uno schermo biancolatte. La veranda dell´elegante Glenary´s, la storica pasticceria, è il rifugio preferito per leggere o chiacchierare sorseggiando tè da grandi teiere d´argento. Lungo la passeggiata intorno alla collina-tempio di Observatory Hill, le giovani coppie in luna di miele (che sono tantissime in questa stagione) stanno per ore sulle panchine a guardare il panorama-che-non-cè. Il rito del te delle cinque si consuma invece nel nuovo negozio di Nathmuli´s Tea Room dove è appena arrivato il primo raccolto del 2007, quello di aprile (sono tre raccolti all´anno). Dicono che qui si può comprare uno dei migliori – e anche più costosi – tè. La degustazione è d´obbligo. Il commesso prende un pugno di foglie, le strofina, ci soffia dentro e poi le offre pronte per essere “annusate”. E´ difficile riconoscere l´aroma del tè solo dall´olfatto, ma qui a Darjeeling, dove è prodotto il 25 per cento del tè indiano, gli esperti non mancano.

Il tè più buono però lo si beve nella casa di Rohit, uno degli oltre 300 lavoratori della Happy Valley Tea Estate, una delle 84 piantagioni di Darjeeling, e anche una delle più vecchie (1854). Ci si arriva lungo uno scosceso sentiero tra le piante di tè che somigliano delle siepi tanto sono fitte e livellate. Un gruppo di una decina di donne si sta riposando fuori con le loro ceste di bamboo vuote posate a terra. Hanno raccolto circa 8 chili di foglie a testa che ora sono nel capannone ad “asciugare” (devono perdere circa il 65% del peso) appoggiate su delle reti da cui arriva da sotto aria fredda e poi calda. Rohit spiega la complessa lavorazione che dura un paio di giorni e che viene fatta ora interamente con le machine. La Happy Valley Tea Estate ha riaperto solo quest´anno dopo 18 mesi di crisi. Il proprietario che è di Calcutta non aveva più pagato gli stipendi. Poi la proprietà è passata di mano e per i lavoratori è ritornato il sereno. Il contratto di lavoro prevede circa 60 rupie (circa un euro) al giorno più alloggio, vitto, spese mediche e anche pensione. I lavoratori dei “tea garden” sono parte integrante della piantagione, ci vivono e ci lavorano da generazioni. Tutta la famiglia è coinvolta, le donne di solito nella raccolta e gli uomini nella produzione e nella potatura, disinfestazione e concimatura. Come molte altre piantagioni, la Happy Valley Tea Estate ha abbandonato di recente l´uso di fertilizzanti chimici. Il suo tè è “organic”.

Rohit ci fa assaggiare un tè di seconda scelta da un grosso vaso che tiene religiosamente nell´angolo della sua baracca di lamiera. Solo zucchero e nient´altro.

E´ quanto basta a gustare il vero te, quello vero che si può bere solo solo qui nella vittoriana Darjeeling.

Job

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